Questo articolo si è concentrato principalmente sulla relazione tra l’idrogeno gassoso disciolto e il valore ORP negativo, piuttosto che sulle sue proprietà terapeutiche. Tuttavia, poiché l’ORP negativo dell’acqua H2 è spesso associato alle proprietà terapeutiche o “antiossidanti” dell’acqua, è giustificata la discussione sull’H2 come antiossidante.
Quando si confrontano le letture dell'ORP di diversi campioni di acqua, si presume comunemente che una lettura più negativa indichi una maggiore capacità antiossidante e/o un beneficio terapeutico. L'acqua ionizzata basica ha livelli più elevati di idrossido (uno ione caricato negativamente, OH-).
Alcune persone, che potrebbero non essere consapevoli della presenza di H2, ora sostengono che l'idrossido è responsabile della lettura negativa dell'ORP, arrivando addirittura a identificarlo come un "antiossidante" nell'acqua (anche se l'idrossido non è un composto biologico). antiossidante). Si spera che le informazioni contenute in questo e in altri articoli contribuiscano a dissipare questi e altri miti sull’ORP negativo e sulla fonte del beneficio terapeutico.
Ora sappiamo che l’entità della misurazione ORP negativa non può essere utilizzata per misurare né la quantità di H2 disciolto nell’acqua né i suoi benefici terapeutici.
Attualmente oltre 750 studi di ricerca dimostrano che i benefici dell’acqua contenente H2 disciolto sono dovuti all’H2 disciolto, non al pH. Quando l’H2 viene rimosso dall’acqua, il beneficio scompare.
Considerati i molti miti che circondano l’acqua contenente H2, dovremmo chiederci: “Esistono prove che l’acqua contenente H2 disciolto possa effettivamente agire come antiossidante nel corpo, o è solo un altro mito?”
Quello che sappiamo è che ormai ci sono centinaia di studi di ricerca (in vitro, su animali e umani) che confermano la capacità dell'H2 di ridurre la concentrazione di alcuni radicali liberi (in particolare il pericolosissimo radicale idrossile •OH) per ridurre il livello di stress ossidativo da ridurre. Pertanto, sulla base della ricerca, sembra legittimo definire l’H2 un “antiossidante”.
Tuttavia, poiché la termodinamica della reazione di eliminazione tra H2 e il radicale •OH è estremamente sfavorevole, alcuni scienziati erano scettici sul fatto che le riduzioni dei radicali liberi osservate nella ricerca fossero il risultato dell'estinzione diretta dei radicali •OH da parte di H2.
Attualmente sembra più probabile che l'H2 agisca come scavenger di radicali liberi (antiossidante convenzionale) che invece riduca in qualche modo la formazione di radicali •OH (il meccanismo esatto è ancora oggetto di studio). Mentre il risultato finale è ancora una riduzione complessiva dei radicali liberi/stress ossidativo, il ruolo dell'H2 sembra essere indiretto, agendo come modulatore del segnale per attivare molecole di secondo messaggero (proteine/enzimi) che poi facilitano la formazione di ridurre i radicali liberi.
È quindi tecnicamente più corretto definire questa proprietà terapeutica dell’H2 come “antiossidante”.
Estratto dal libro di Randy Sharpe: "La relazione tra H2 disciolto, pH e potenziale redox"



